A spasso per la Sardegna
di // pubblicato il 31 Luglio, 2008
di Elisa Mazzagardi
Differentemente da quanto si possa credere spesso i confini di un’isola sono molto poco impermeabili ai flutti della cultura continentale, questo la porta a godere di un ruolo privilegiato poiché da un lato profondamente autonoma gode di tradizioni sue, ma dall’altro, quasi il mare fosse un filtro e un ponte, assapora la cultura “internazionale” e la traduce in un linguaggio diverso.
Questo è lo stato in cui cresce la Sardegna nel suo vivo rapporto con la Corsica “isola gemella”, a cui è legata per storia e tradizione. E questo è il messaggio veicolato dal una bella mostra al Man, Museo d'arte della provincia di Nuoro, in collaborazione con il Frac, Fondo regionale d'arte contemporanea di Corsica intitolata “Mondo e Terra” aperta fino al 5 di ottobre.

Inaspettatamente la mostra non parla di antiche tradizioni in maniera diretta, ma si rivolge all’arte contemporanea. E offre le sale della sede permanente della collezione nuorese ad una ventata internazionale con opere di artisti spesso direttamente legati alle due isole come Simonetta Fadda e Pinuccia Marras, o di altri che seppur non operando sul suolo corso o sardo ne hanno comunque colto l’essenza.
Opere di grandi nomi da Michelangelo Pistoletto a Joseph Kosuth, delineano tra segno e forma il comune sentire delle due isole, la condizione di limite che i loro confini pongono in coloro che le vivono per cui il legame con il territorio è una costante ineliminabile. Attraverso il territorio si cerca una chiave, una via d’uscita che solo il gesto artistico garantisce.
In questa mostra il rapporto territorio/apertura viene palesato attraverso i diversissimi apporti di un vasto gruppo di artisti che con un linguaggio talora serio e talora ironico o visionario e simbolico, indagano i vari aspetti del sentire il mondo. Anche le tematiche cui si rivolgono sono variate: da moralistiche allusioni al problema ambientale a profonde indagini sul nesso natura/società.

La grande apertura della Sardegna alla cultura continentale trova invece spazio in un’altra bellissima mostra a Banari in provincia di Sassari nella Fondazione Logudoro Meliogu intitolata “Classici splendori, passioni senza tempo. Dipinti tra Cinque e Settecento”. Il museo di Arte Contemporanea FLM ospita fino al 30 settembre una parte della pregevolissima collezione di Francesco Martani fondatore del Museo d’arte Contemporanea Fondazione Ca’ la Ghironda di Zola Predosa (Bo).
Una straordinaria summa di storia dell’arte parte dal Rinascimento Bolognese per abbracciare tre secoli di pittura italiana con richiami alla pittura d’oltralpe.

La mostra apre con la celeberrima Lucrezia romana di Francesco Francia, personalità di primaria importanza della Bologna bentivolesca, mirabile esempio di quel Rinascimento negato dalla storiografia successiva e immolato dallo stesso popolo bolognese quando si offrì spontaneamente nel 1506 al papa guerriero Giulio II, dopo aver distrutto le favolose insegne del potere locale.
La storia di Bologna si delinea nel profilo dei grandi nomi dell’arte che l’hanno vissuta, e il fine di un collezionista, rivela il bellissimo saggio introduttivo al catalogo di Beatrice Buscaroli, è quello di raccogliere, come ha fatto Francesco Martani, il classico nel linguaggio di tutti i tempi.
“Nella storia delle arti il concetto di “classico” ha seguito mode e tempi, andate e ritorni, cicli, corsi, maremoti e risacche“ dice la Buscaroli.
Annibale Carracci, Guido Reni, il Guercino, Francesco Monti, Girolamo Donnini, Giuseppe Valliani, Domenico Maria Muratori e Marcantonio Franceschini completano la scuola bolognese che nel Seicento dettò legge in tutta Europa.

Ma la collezione e la mostra si aprono al resto dell’Italia nei quadri di grande e piccolo formato di Luca Giordano da Napoli, Valerio Castello da Genova, Giovan Battista Garulli detto il Baciccio da Roma, Antonio Marini da Venezia; per poi passare oltre i confini a Jan van Kessel nato ad Anversa nel 1626 e a Anton Van Dyck.
Quella della fondazione Logudoro Meliogu, quindi, è una retrospettiva sulla grande arte non solo per intenditori, ma alla portata di chiunque sappia cogliere anche solo nella soavità del colore e nell’armonia della composizione i valori poetici che hanno reso l’Italia la patria e la culla dell’Arte.
Didascalie dall’alto:
- Michelangelo Pistoletto, Mappamondo spinoso 1966-2004 in mostra al Man di Nuoro fino al 5 ottobre
- Claire-Jeanne Jezequel (Francia), a tombe plat in mostra al Man di Nuoro fino al 5 ottobre
- Francesco Raibolini detto il Francia Lucrezia Romana, 1504,
in mostra presso la Fondazione Logudoro Meliogu Banari (SS) fino al 30 di settembre
- Luca Giordano, Morte di Giuliano L’Apostata, olio su tela
in mostra presso la Fondazione Logudoro Meliogu Banari (SS) fino al 30 di settembre