A Roma rovine e rinascite dell’Arte in Italia

di Eleonora Giorni - pubblicato il 10 Dicembre, 2008 in Musei

Fino al 15 Febbraio 2009 è allestita presso l’Anfiteatro Flavio (al secondo ordine) la mostra “Rovine e rinascite dell’arte in Italia”. Promossa dal Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario del primo regolamento di tutela (1909–2009), l’esposizione affronta il tema della salvaguardia del paesaggio e dei beni culturali in Italia. A
ttraverso l’esposizione di 60 opere, provenienti dai più importanti musei d’Italia ed esteri, viene rappresentata tutta la storia delle battaglie avvenute in nome della difesa del patrimonio artistico del nostro paese, ricordando, quindi, il primo provvedimento organico di tutela: la Legge 20.6.1909, n. 364, dove si riconoscono i principi tuttora in vigore nell’attuale legislazione, e cioè il Codice dei beni Culturali e del Paesaggio, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n.42 (con successive modifiche e integrazioni).
Uno dei principali concetti affermati con la legge del 1909 è il riconoscimento del prevalente interesse pubblico delle opere d’arte e d’antichità. La difesa del patrimonio artistico come bene pubblico, appartenente a tutti e, quindi, di proprietà dello Stato e non alienabile al privato. Tutti principi, poi, ribaditi dalla Costituzione.

Nel secondo Novecento, però, accanto ai testi di legge, importanti ovviamente per garantire una difesa legale, ciò che più è importante sottolineare è la significativa presa di coscienza da parte della collettività, scaturita sull’onda emozionale della ricostruzione, dei restauri e dei recuperi dei beni trafugati durante la Guerra. In seguito, episodi come la straordinaria impresa degli “angeli del fango”, accorsi da tutto il mondo per salvare i tesori di Firenze inondata dall’alluvione del 1966, hanno contribuito a scrivere importanti pagine della storia della tutela. Tra le opere esposte si annoverano numerosi capolavori, come l’Arringatore dal Museo Archeologico di Firenze, alcuni frammenti delle metope di Selinunte da Palermo, le statue di filosofi dal Gruppo della “galleria dei sapienti” del giardino Ludovisi provenienti dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen e dall’ambasciata Usa di Roma. L’esposizione si articola in sei sezioni:

• I SEZIONE: “Alle origini della tutela”. Si parte dal Medioevo e si arriva all’Ottocento, dove si acquisisce un uso consapevole dell’arte come bene pubblico. Un esempio in tal senso è costituito dai frammenti delle metope di Selinunte che non poterono essere trasportati al British Museum proprio in virtù delle leggi preunitarie.

• II SEZIONE: “L’unita’ d’Italia e l’educazione nazionale”. Questa sezione ha come periodo di riferimento l’ultimo trentennio dell’Ottocento, periodo in cui fu notevole l’impegno dello Stato italiano nell’acquistare opere d’arte, acquisire terreni per avviare estese campagne di scavo, organizzare musei. Molte le statue di filosofi e sapienti esposte.

• III SEZIONE: “Il progresso del Novecento”. La terza sezione è dedicata alle leggi di tutela del 1902, 1909 e 1939 ed agli sforzi compiuti dal Governo italiano per far prevalere l’interesse pubblico, esercitando, dove possibile, il diritto di prelazione ancora oggi noto come vincolo di tutela. Tra gli esempi, la splendida Hestia Giustiniani, prestito del principe Torlonia.

• IV SEZIONE: “La propaganda fascista e la guerra”. In questa sezione troviamo opere tipiche dell’epoca, come gli scavi di Ostia antica in previsione dell’Esposizione Universale del 1942 e le mostre a scopo propagandistico (statua delle dea Roma). Sempre in questa sezione è rappresentata la distruzione prodotta dalla Seconda Guerra Mondiale con spoliazioni, razzie, vendite illegali, ma anche con l’attività di chi rischiò la vita per proteggerle o recuperarle (Apollo bronzeo di Pompei).

• V SEZIONE: “L’evoluzione dei principi di tutela”. La sezione ha come oggetto di analisi gli anni della ricostruzione fino ad arrivare agli anni Ottanta. Fra le opere da segnalare, il recente abbinamento della statua acefala di Niobe, rinvenuta nel 2005 alla Villa dei Quintili sulla via Appia Antica, con la sua testa ritrovata ed esportata nel Settecento e ora identificata in Polonia. Altro tema affrontato in questa sezione quello delle grandi calamità, come terremoti e alluvioni, che hanno visto lo sforzo comune fra istituzioni, associazioni e collettività per la tutela delle opere d’arte. In mostra il gigantesco leone di Val Vidone, vittima dell’alluvione di Firenze del 1966.

• VI SEZIONE: “Controtendenze: la tutela oggi”. La sezione è focalizzata sulla collaborazione fra le istituzioni italiane ed estere al fine di combattere il mercato clandestino delle opere d’arte e di offrire possibilità di prestiti a lungo termine fra musei di diversi paesi. Un esempio per tutti: i quattro frammenti del rilevo con il mito di Efesto di cui due appartengono al Museo archeologico di Ostia antica e altri due agli Staatliche Museen di Berlino, ma concessi in comodato al mueso ostiense per poter ammirare l’opera nella sua completezza.

Si ricorda che la sede della mostra è il Colosseo e gli orari di visita iniziano dalla mattina alle 8.30 fino al pomeriggio alle 18.30 tutti i giorni.
Catalogo Electa. 

Didascalie & Dettagli

Didascalie immagini

  • Statua di filosofo seduto su un trono, tipo “Epicuro”
      Dal 1622 nella Collezione Ludovisi, Roma marmo bianco;
      alt. cm 155 copia di tarda età traianea-inizi età adrianea
      (prima metà II secolo d.C.) da un originale del 280-260 a.C.;
       la testa è moderna Roma, giardino dell’Ambasciata U.S.A.
      in Italia a Palazzo Boncompagni
  • Statua di Apollo con la faretra Da Santa Marinella (Roma),
      Villa di Ulpiano, 1957 marmo pario; alt. max. cm 200 circa
      elaborazione di un originale greco della seconda metà del IV secolo a.C.;
      I secolo d.C. o età adrianea (II secolo d.C.)
      Civitavecchia, Museo Nazionale Archeologico

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