A Roma per scoprire la pittura fiamminga ed olandese

di Eleonora Giorni // pubblicato il 26 Novembre, 2008

Dall’11 Novembre 2008 al 15 Febbraio 2009 è possibile visitare a Roma presso il Museo del Corso della Fondazione Roma la mostra Da Rembrandt a Vermeer. Valori civili della pittura fiamminga e olandese del ’600. La mostra, tra l’altro, appena iniziata ha già avuto un numero di visitatori notevole conseguendo un successo importantissimo.

Attraverso i 55 capolavori esposti i visitatori avranno l’opportunità di conoscere l’arte e la cultura delle Fiandre e dell’Olanda durante il loro “Secolo d’Oro”. Il percorso evidenzia l’alto grado di sviluppo raggiunto dalla cultura pittorica dell’arte olandese in un periodo storico caratterizzato da cambiamenti significativi a livello culturale, politico, economico e religioso. Allo stesso tempo chiarisce quanto radicate e profonde fossero, negli stessi anni, le differenze tra l’Italia ed i Paesi Bassi nell’estetica e nella realtà sociale, pur esistendo dei parallelismi dovuti all’influenza che l’arte italiana ebbe in artisti come Rubens o Van Dyck. Tale mostra, come affermato dallo stesso Professore Emanuele della Fondazione Roma, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Roma e la Gemäldegalerie, in seguito alla decisione della Fondazione di contribuire all’iniziativa di portare a Berlino la mostra di Sebastiano del Piombo presentata a Palazzo Venezia a Roma.

Le opere esposte hanno per oggetto comune di rappresentazione quello dell’ambiente quotidiano, il focolare domestico. Si tratta di tipici esemplari della pittura della società olandese del XVII secolo, un periodo a testimonianza di come l’Olanda abbia iniziato a rapportarsi all’arte in modo completamente diverso rispetto agli altri paesi. Tramontata, infatti, l’articolazione in corte, convento e consorterie religiose, nuove realtà erano emerse: le élites cittadine, sempre più ricche e numerose avevano scoperto, di pari passo con la nobiltà europea, come i dipinti fossero un simbolo di potere, oggetti da collezionare avidamente. L’arte, insomma, inizia ad essere vista come fonte di commercio, una merce da vendere. I dipinti ebbero il ruolo da protagonisti ed, in particolare, quelli di dimensioni non grandi in quanto più semplici da trasportare e di minor ingombro e, quindi, più semplici da piazzare sul mercato. Ciò spiega anche, in ultima analisi, la diffusione su scala internazionale delle opere olandesi del XVII secolo e la loro immancabile presenza in quasi tutte le colezioni museali del mondo, a differenza, per esempio, dei lavori del Trecento e Quattrocento italiano. Il loro successo commerciale fu tale che, almeno fino alla fondazione di musei civici, erano pochissimi i dipinti di questo periodo conservati in patria.

Nel rinnovato contesto sociale dell’Olanda del XVII secolo, insomma, gli interni domestici sono protagonisti della struttura di un quadro, nel quale i soggetti principali in esso rappresentati sono colti in momenti di attività quotidiane, con una veridicità tale che non conoscerà uguali nei successivi stili artistici.

All’interno di questo impianto pittorico la donna gioca un duplice ruolo: rappresentante della dolcezza e del focolare domestico e, al contempo, della tentazione e del peccato. Nasce da questa pittura una galleria di figure femminili che rimarranno un punto di riferimento nella storia dell’arte per i temi nuovi che vengono rappresentati nelle tele. Capolavori quali il “Ritratto di gentildonna genovese” di Anton van Dyck.
L'artista ha iniziato la sua attività di pittore da giovanissimo. In Italia si trova nel 1621 dove visita varie città d’arte tra cui Genova. Il “Ritratto di gentildonna genovese” divenne parte della collezione Balbi nel 1724.
Le pennellate delicate sulla superficie della tela e i brevi colpi di luci che illuminano le chiara pelle della donna rivelanol’accuratezza nella resa dei dettagli, del viso quali la bocca e gli occhi, ma anche dei pizzi finemente disegnati e del tappeto decorato e dipinto con cura.

Altra opera degna di nota è “La Madre” di Pieter de Hooch.  Allievo di Berchem a Haarlem, lavorò a Leida, a Delft e quindi ad Amsterdam, dove la sua presenza è documentata fino al 1677. Le sue prime opere sono scene di genere di impianto piuttosto tradizionale ma, a partire dal suo arrivo a Delft, il suo stile si trasforma e alle narrazioni piacevolmente aneddotiche degli anni precedenti si sostituiscono nitide vedute di interni borghesi scanditi e articolati con impeccabile metrica spaziale. Le opere successive al trasferimento ad Amsterdam manifestano il progressivo adeguamento al gusto aristocratico dei committenti nella più ricercata grandiosità dell’impianto spaziale, nell’ambientazione architettonica più sontuosa e nella rigidezza un po’ manierista delle figure.

Nel ritratto “La Madre”, l’ambiente in primo piano lascia intravedere una seconda stanza prima di arrivare all’esterno. La luce del sole contribuisce ad aumentare l’illusione spaziale illuminando personaggi e oggetti con vari gradi di intensità, e riflettendosi nel pavimento a piastrelle. De Hooch spesso mostra donne impegnate in lavori quotidiani, qui una giovane madre dà da mangiare al suo bambino. Il gesto di aprire o chiudere il corsetto, il cane che si muove accanto alla padrona, la bambina che sta per uscire dalla porta; tutti questi dettagli danno al quadro la stessa qualità di uno scatto fotografico oltre che rafforzare l’organizzazione tridimensionale della scena.

Un altro dipinto molto bello è quello Nicolaes Maes della “Vecchia che sbuccia una mela”. Nicolaes, in seguito ad un soggiorno ad Anvera conobbe la pittura fiamminga e l´opera di de Hooch. Le sue opere rappresentano principalmente scene di genere in cui si scorgono interni con figure femminili.

Il motivo della donna che sbuccia una mela è ricorrente nella pittura olandese in quanto simbolo di vita virtuosa. La presenza nel dipinto di un libro aperto, della ruota del filatoio in movimento e dei vasi nella nicchia, rafforzano questo concetto pittorico. L’utilizzo della tecnica del chiaroscuro con alcuni colpi di colore, il sofisticato ritratto dell’anziana signora e l’atmosfera creata dal complessivo effetto contemplativo dell’immagine richiama Rembrandt, di cui Maes fu uno dei suoi allievi più talentuosi.

Queste e molte altre opere sono presenti al Museo del Corso a Roma (Via del Corso 320). Il museo è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 10.00 alle ore 20.00. 
www.museodelcorso.it

 

Dettagli

Didascalie immagini in ordine di pubblicazione

  • Anton van Dyck (1599 Antwerpen - 1641 London)
      Ritratto di gentildonna genovese, 1621-22 circa
      olio su tela, 203x118
  • Pieter de Hooch (1629 Rotterdam - 1683 Amsterdam)
      La Madre, 1661-63 circa
      olio su tela, 95,2x102,
  • Nicolaes Maes (1634 Dordrecht - 1693 Amsterdam)
      Vecchia che sbuccia una mela
      olio su tela, 55x50

Calendario eventi

LEZIONI
Percorsi di lettura della pittura fiamminga e olandese del ‘600 
film e documentari, il cinema interpreta il secolo d’oro
a cura della prof.ssa Fabiana Mendia
 

  • martedì 20 gennaio – h. 18.00
    Rembrandt, ritratto domestico, civile e autoritratto
    Film: Rembrandt di Alexander Korda
  • martedì 27 gennaio – h. 18.00
    Sintetica, simbolica, moraleggiante: la pittura di genere dei Paesi Bassi nel ' 600
    Documentario: Vermeer, scene di vita quotidiana
  • martedì  3  febbraio – h. 18.00
    Rembrandt, il maestro e la sua bottega
    Documentario: Rembrandt e la sua scuola

martedì 10 febbraio – h. 18.00
La pittura del silenzio di Vermeer e Hopper. Il quotidiano nell’arte e l’arte del quotidiano
Documentario: Vermeer, la vita nascosta e l’anima delle “cose”
Documentario: Hopper, frammenti di verità e realtà trasformati in eterno

CONFERENZE
Incontri tematici sul Secolo d’Oro

  • giovedì 15 gennaio – h. 17.30
    Caravaggismo a Utrecht 
    a cura del prof. Bernd Lindemann
  • venerdì 23 gennaio – h. 17.30
    Il Seicento: tra l’intimismo della pittura fiamminga e il trionfalismo del barocco italiano
    a cura del prof. Claudio Strinati
  • giovedì 29 gennaio – h. 17.30
    Paesi Bassi: l’arte nella città del Seicento
    a cura della prof.ssa Cecilia Mazzetti di Pietralata

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “AMSTERDAM” 
Lunedì 26 gennaio – h. 18.00