A Padova è in scena l’arte della fotografia
di - pubblicato il 19 Aprile, 2008 in Mostre
E’ di nuovo a Padova la preziosa rassegna Padova Aprile Fotografia con un’edizione - la quarta - all’insegna di una ricca programmazione internazionale. La manifestazione, ideata da Enrico Gusella e Alessandra De Lucia, si svolgerà dal 22 marzo al 31 maggio 2008. Passaggi / paesaggi 2 è il titolo di questa edizione che indaga le profonde tematiche del paesaggio delle città e dell’ambiente attraverso cinque diverse mostre, quattro personali ed una collettiva, che porteranno in città, fra gli altri, i lavori di Joseph Beuys e Albert Steiner. La rassegna, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova, sostenuta dalla Regione del Veneto e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, sarà ospitata in alcune rinomate sedi storiche quali i Musei Civici agli Eremitani, il Museo Civico di Piazza del Santo, la Galleria Cavour, le Scuderie di Palazzo Moroni e la Galleria Sottopasso della Stua.

La mostra (dal 29 Marzo al 18 Maggio) di Abert Steiner, intitolata “Del paesaggio sublime”, momento di arricchimento per la pregiata programmazione di Padova Aprile Fotografia - passaggi / paesaggi 2 è la mostra di uno dei più grandi fotografi svizzeri del XX secolo . Le sue foto di paesaggi scattati nella zona dell’Engadina, dove visse e lavorò per 46 anni, sono uniche a livello nazionale e internazionale. Ispirato da pittori come Giovanni Segantini e Ferdinand Hodler, le opere di Steiner rivelano un profondo rispetto e amore per la natura, oltre ad una ricerca della bellezza senza tempo e di una verità metafisica. Le sue composizioni meticolosamente strutturate e sature di luce sono testimonianze espressive della sua esperienza circa l’insignificante umano di fronte alla grandezza sublime dell'universo della montagna.
Tra i vari fotografi che si sono dedicati ai paesaggi alpini, Steiner merita, senza dubbio, un posto particolare. Le sue fotografie dei paesaggi dell’Engadina sono straordinarie anche in una prospettiva internazionale e hanno contribuito in modo decisivo a formare la percezione della Svizzera come paese alpino di eterna bellezza. L’intenso, quasi ossessivo, legame di Steiner con il mondo della montagna è il frutto di una visione artistica molto personale legata al romanticismo tipico dell'Ottocento. "Spesso per Steiner – osserva Peter Pfrunder, direttore della Fondazione Svizzera per la Fotografia – la natura rappresenta una risorsa di spiritualità, la metafora di un mondo idealizzato e incontaminato". Fotografo commerciale per vivere, autore di numerose cartoline che hanno veicolato le immagini dell’Engadina in tutto il mondo, Steiner era abilissimo anche nella camera oscura. Le sue manipolazioni, la sua cura della stampa, raggiunsero livelli di bravura elevatissimi.
L'arte di Albert Steiner non ha ottenuto ai suoi tempi il riconoscimento che meritava. Oggi l’artista di origini bernesi, che aveva vissuto a lungo nel canton Grigioni, viene considerato invece come uno dei più grandi fotografi svizzeri del 20esimo secoloPer rendere omaggio al suo talento è stato pubblicato nel 2005 un volume di fotografie, intitolato “ Albert Steiner” - das fotografische Werk" (Benteli Verlag Bern).

Sempre all’interno della manifestazione Padova Aprile Fotografia – passaggi / paesaggi 2 è presente, fino al 5 Maggio 2008, la mostra Buby Durini for Joseph Beuys (dal 22 Marzo al 4 Maggio). Le opere in mostra sono parte integrante nella sua matrice iconografica e ontologica dell’Operazione Difesa della Natura svolta in Italia negli ultimi 15 anni di vita dal maestro tedesco con la costante collaborazione di Lucrezia De Domizio e con l’occhio magico di Buby Durini, un’operazione diffusa e famosa in tutto il mondo della cultura internazionale. La Difesa della Natura è il più grande capolavoro di Joseph Beuys, uno tra i più significativi ed emblematici personaggi dell’arte mondiale del secondo dopoguerra. L’Operazione non va intesa solamente in un aspetto ecologico, ma principalmente va letta in senso antropologico: difesa dell’uomo, dell’individuo, della creatività, dei Valori Umani, temi oggi più che mai attuali in tutto il pianeta terra.
Assoluto innovatore del concetto di arte e dotato di una personalità travolgente, Beuys ha indirizzato la sua attività ad una costante ricerca di innovazione formale, nella convinzione che l’arte avesse il potere di riformare la società. Il noto incidente aereo subito durante la guerra, dal quale riuscì a salvarsi grazie al soccorso di un gruppo di tartari nomadi che lo curarono ungendolo di grasso animale e avvolgendolo nel feltro, segnerà per sempre la sua esistenza, individuale e artistica. Da questo evento egli trarrà costantemente ispirazione investendo il suo lavoro di significati strettamente connessi a questa vicenda umana ed esistenziale. Scultore per vocazione, abile disegnatore e musicista occasionale, la sua opera si sviluppa in particolare modo nel campo dell’azione concettuale e dell’happening. La fotografia, all'interno della sua produzione, costituisce il versante più strettamente legato alla pratica effimera della performance. Il mezzo fotografico si delinea come uno strumento fondamentale per mettere in atto la forza rivoluzionaria dell'arte, che investe ogni aspetto della vita, sino a diventare azione collettiva e sociale: l'occhio della macchina partecipa attivamente alla costruzione dell'immagine per farsi prolungamento fisico del pensiero dell'artista, catturato in tutta la sua statura umana ed intellettuale.
Alla Galleria Cavour è la mostra collettiva dal titolo Passaggi a Nord Est (6 aprile - 18 maggio), curata da Italo Zannier e Enrico Gusella. La rassegna fotografica è suddivisa in due sezioni, una storica con fotografie di Gianni Berengo Gardin, Giuseppe Bruno, Elio Ciol, Mario De Biasi, Sergio Del Pero, Guido Guidi, Mario Lasalandra, Paolo Monti, Fulvio Roiter, Mario Sillani Djerrahian e Italo Zannier; un’altra, contemporanea, con fotografie di Enzo e Raffaello Bassotto, Gianantonio Battistella, Enrico Bossan, Luca Campigotto, Diego Cinello, Cesare Gerolimetto, Guido Guidi, Orsenigo_Chemollo, Roberto Salbitani, Renzo Saviolo, Adriano Tomba, Giovanni Umicini, Italo Zannier e Marco Zanta.
I 25 fotografi presenti in mostra documentano un’idea di paesaggio quale fonte di ispirazione, ricerca e riflessione individuale e collettiva. Gli scenari rappresentati in questi scatti spaziano dal reportage di viaggio alle ambientazioni urbane, dalla street photography alla fotografia di architettura, dal panorama montano a quello industriale, offrendo al pubblico molteplici e variegate interpretazioni di un soggetto che tanto ha stimolato l’attività dei fotografi.

Davide Bramante è invece il protagonista della mostra Diagonale d’Oriente (7 aprile – 31 maggio) allestita nella Galleria Sottopasso della Stua. L’esposizione presenta 12 fotografie di medio e grande formato scattate lungo un viaggio in Italia di circa un mese da Siracusa a Padova sviluppandosi lungo un’immaginaria diagonale da sud a nord. La mostra prende il titolo dalla linea che l’artista ha tracciato sul suo atlante geografico, regalatogli dai genitori una trentina d’anni fa. La geografia politica, nazionale e internazionale, suscita nell’artista il desiderio di tracciare su di esso rotte e traiettorie di itinerari fantastici, alcuni già vissuti, altri ancora da realizzare. Le città e i luoghi attraversati da questa diagonale seguono l’ordine del percorso: Siracusa, Augusta, L’Etna, Ischia, Urbino, S. Marino, Ravenna, Comacchio, Padova. Il viaggio è come una rotta aerea che congiunge due città collocate nell'area orientale della penisola italiana, due città ricche di storia e cultura millenarie separate da oltre 1000 km di territorio ma allo stesso tempo messe in comunicazione da 30 giorni di esplorazione.
Didascalie foto in ordine di pubblicazione:
- Buby Durin
Joseph Beuys a Villa Durini, Pescara, 1972 - Courtesy Archivio storico De Domizio Durini
- Albert Steiner
Larici coperti di brina. Alta Engadina - cm 29,5 x 21 - Courtesy Museo d'arte dei Grigioni
© Bruno Bischofberger, Zurich
- Davide Bramante
Firenze (Farmarcia), 2008 Tecnica fotografica in doppie e multiple esposizioni in fase di ripresa
(no digital) Montaggio su plexiglass con silicone a Ph neutro