A Castiglioncello arte e cinema italiano dal 1940 al 1980
di // pubblicato il 13 Luglio, 2007
Da domani, fino al 4 novembre, il nuovo appuntamento del Castello Pasquini di Castiglioncello con la mostra
“Il cinema dei pittori. Le arti e il cinema italiano 1940-1980”
a cura di Francesco Galluzzi.
L'iniziativa, promossa dal Comune di Rosignano Marittimo, attraverso il Centro per l’arte “Diego Martelli”, sposta l'orientamento (a cui ci aveva abituato in tutte le manifestazioni precedenti) dalla pittura dei Macchiaioli e propone una riflessione sul rapporto tra arte e cinema, sui linguaggi artistici e visivi del Novecento italiano.
Tema centrale: le relazioni tra cinema e arti visive nella cultura italiana tra la seconda metà degli anni Quaranta e gli anni Settanta, dalla nascita e dall’affermazione del Neorealismo (che trovò nella tradizione figurativa italiana uno stimolo al superamento della stagione dei ‘telefoni bianchi’) al momento in cui, anche in Italia, si impone il paradigma televisivo.
Proprio il confronto con le arti figurative è stato per il cinema italiano una nobilitazione alle opinioni che lo relegavano una tipologia di intrattenimento popolare.
Negli anni Quaranta il confronto fra i due ambiti espressivi assume un carattere del tutto nuovo, dividendosi fra gli autori che continuano ad assumere la citazione pittorica come qualificazione culturale ("calligrafismo’ di Poggioli e Soldati) e quelli che assumeranno la tradizione pittorica italiana come fondamentale tramite alla restituzione realistica del panorama antropologico del paese.
L'elaborazione di un immaginario capace di determinare un’identità nazionale’ con la riconsiderazione della pittura dell’Ottocento italiano da parte di Blasetti, De Sica,Visconti.
Questi temi critici e figurativi avranno negli anni Cinquanta una stabilizzazione sia nella categoria della ‘commedia all’italiana’, sia nella definizione di un neorealismo medio; mentre negli anni Sessanta conosceranno ulteriori elaborazioni grazie ai registi della generazione di Antonioni e di Pasolini e, in seguito, alla nouvelle vague nazionale.
I valori dell’immagine favoriscono un diverso rapporto con le arti figurative (compositivo e citazionistico) senza dimenticare come il linguaggio cinematografico interverrà sulla creazione artistica, iniziando dalla pop art.
Seguirà la nascita di una cinematografia autoprodotta e underground, che vede la partecipazione attiva di molti artisti sino ad allora impegnati nel campo delle arti visive e, successivamente, il progresso della cinematografia sperimentale, che fin dagli anni delle avanguardie storiche aveva visto affermarsi il ‘cinema d’artista’.
Un panorama così vasto di questioni critiche, consente alla mostra di presentare in modo efficace e suggestivo, quelle maggiormente collegate agli aspetti della cultura contemporanea e al gusto di un pubblico sempre in cerca di temi coinvolgenti e alternativi.
La mostra, avvalendosi di prestiti pubblici come gli Uffizi e la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitt, solo per fare un paio di nomi, Gallerie e collezionisti privati e gli stessi artisti, é divisa in sezioni:
1. La citazione
La derivazione dalle opere d’arte figurativa è stata, per alcuni registi, un importante laboratorio di ricerca che ha contribuito ad arricchire di ‘materiale plastico’ l’immagine cinematografica e sono esposte opere di pittori antichi (Alessandro Magnasco e Orazio Borgianni), dell'Ottocento (Giovanni Fattori, Ferdinando Buonamici, Teofilo Patini, Pellizza da Volpedo, Arnold Böcklin), del Novecentoi (Ottone Rosai, Renato Guttuso, Leoncillo, Man Ray) e ai ai quali si ispirarono Luchino Visconti, Mauro Bolognini, Pier Paolo Pasolini, Mario Soldati, Valerio Zurlini, Roberto Rossellini - posti a confronto con i fotogrammi che ne hanno citato l’insieme o i particolari.
2. Artisti nel cinema
Artisti che, in modi diversi, sono stati coinvolti nella lavorazione di film e troverete opere grafiche e pittoriche di Corrado Cagli, Duilio Cambellotti, Mario Ceroli, Giorgio De Chirico, Mario Fallani, Renato Guttuso, Yves Klein, Carlo Levi, Domenico Purificato, Mario Schifano.
3. L’opera d’arte come ‘set’.
Attraverso particolari accorgimenti espositivi, vengono presentate le ambientazioni di opere d’arte in contesti cinematografici ove le stesse assumono un valore che travalica il semplice decor scenografico per assumere aspetti diversi: dalla ricostruzione storica alla ridefinizione dello spazio entro il quale si svolge l’azione.
Ne sono esempi, fra gli altri, la presenza della Madonna del Parto di Piero della Francesca ne La prima notte di quiete di Valerio Zurlini, e di Sant’Ivo alla Sapienza nel Cagliostro di Gregory Ratoff .
4. Il disegno dei registi.
L’attività grafica di registi particolarmente significativi in quegli anni e per i quali l’interesse rivolto alle arti visive ha travalicato i confini di una semplice passione privata: Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini.
5. Il cinema nella pittura.
Un’antologia di opere di artisti che, pur non avendo mai collaborato ad opere cinematografiche, hanno assunto il cinema e l’immagine-movimento come soggetto determinante del proprio lavoro: Umberto Bignardi, Fabio Mauri, Mimmo Rotella.
6. I manifesti di Carlantonio Longi
Una scelta di bozzetti per manifesti cinematografici di Carlantonio Longi completa il percorso, estendendo il dialogo fra cinema e figurazione anche all’ambito della grafica pubblicitaria.
Allestita con studiate soluzioni che consentono diretti confronti fra opere d’arte, fotogrammi e materiali documentari, la mostra è accompagnata da un video, a cura di Giacomo Verde, che introduce lo spettatore ai temi della rassegna attraverso il montaggio creativo di sequenze di film riferibili alle diverse sezioni. Prezioso durante il percorso é il catalogo edito da Skira.
Inoltre, durante il periodo della mostra, faranno da corolla, una serie di proiezioni serali che presentano, accanto ai classici riferimenti ai temi trattati (Senso, Il Vangelo secondo Matteo, La viaccia ...) materiali poco conosciuti o inediti relativi al cinema sperimentale, questi ultimi selezionati da Philippe Alain-Michaud, Conservateur,Chef de Service del Centre Pompidou di Parigi.
Per ogni informazione: www.cinemadeipittori.it