67ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia: il Leone contestato
di // pubblicato il 13 Settembre, 2010
La 67ª edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia si è conclusa tra mille polemiche con l’assegnazione del Leone d’Oro al film di Sofia Coppola Somewhere, storia di un attore in crisi esistenziale che riscopre la gioia di vivere nel rapporto con la figlia dodicenne.
I critici presenti al Lido, all'incontro stampa dopo la premiazione, hanno fischiato il presidente della giuria Quentin Tarantino che ha risposto con un gesto osceno, rivendicando le scelte della giuria da lui presieduta come decisioni prese all’unanimità e non frutto della nota esuberanza del suo carattere.

Nessun riconoscimento ai film italiani, nonostante ce ne fossero ben quattro in concorso, ma la cosa non stupisce se ripensiamo alla polemica di qualche anno fa per le parole feroci che Tarantino da Cannes aveva rivolto al nostro cinema contemporaneo. Con tutta la stima per il regista di film belli e divertenti come Pulp fiction e Bastardi senza gloria, non credo davvero che Quentin conosca molto della produzione italiana degli ultimi anni e in ogni caso non posso trovarmi d’accordo con i gusti di chi tra i suoi miti ha certo cinema scollacciato con Edwige Fenech insieme agli horror truculenti e anche un po’ insulsi di Lamberto Bava e soci.
Il film dello spagnolo Alex de la Iglesia Balada triste de trompeta, storia d’ambientazione circense sulla fine del regime franchista con Carmen Maura, ha raccolto il Leone d’Argento alla miglior regia e l’Osella alla miglior sceneggiatura, infrangendo un tabù che vietava la concentrazione di due premi su uno stesso film. Anche qui Tarantino è andato fuori dai canoni, come suo stile, dichiarando che questa regola non c’è più, può essere un’indicazione di massima ma non può essere rigidamente vincolante; e qui non riesco proprio a dargli torto.

La Coppa Volpi per le migliori interpretazioni maschile e femminile sono state assegnate all’attrice franco-greca Ariane Labed per il film greco Attenberg, storia di una ragazza che passa le sue giornate a guardare documentari, e all’attore americano Vincent Gallo per il film Essential killing che nonostante fosse presente in sala si è nascosto senza salire sul palco costringendo il regista del film, Jerzy Skolimowski, a ritirare il premio in sua vece. Il film racconta la vicenda di un talebano catturato dagli americani e deportato in Europa che fugge dalla sua prigionia e ha ricevuto anche il Premio Speciale della Giuria.
Alla giovane Mila Kunis il Premio Mastroianni per l’attore emergente, interprete del film di Darren Aronofsky Black swan di nuovo in concorso a due anni dal Leone d’oro per The wrestler. Il film, presentato in anteprima mondiale, dato che uscirà sugli schermi degli Stati Uniti solo a dicembre in piena corsa per le candidature all’Oscar, è un thriller psicologico ambientato nel mondo della danza classica newyorkese.

La chiusura della 67ª edizione della Mostra è stata affidata al nuovo film di Julie Taymor The tempest con Helen Mirren e David Strathaim. La regista del Massachussets torna a rileggere Shakespeare dopo il suo film d’esordio Titus. Incline ad accettare le sfide, la Taymor dopo aver raccontato Frida Kahlo nel suo Frida e affrontato le canzoni dei Beatles nel bellissimo Across the universe, è impegnata adesso a Broadway con la regia del musical su Spider-Man creato dagli U2.
Al di là dei risultati della competizione sono stati presentati altri film interessanti che speriamo siano presto distribuiti in sala anche in Italia, come il cileno Post mortem di Pablo Larrain, storia di un impiegato dell’obitorio a Santiago del Cile in quel maledetto 11 settembre 1973 in cui Salvador Allende fu assassinato per instaurare il regime dittatoriale di Pinochet.
Venus noir di Abdellatif Kechiche, film francese che ricostruisce la storia vera di una donna africana, Saartjie Baartman interpretata dall’attrice Yahima Torrès, che nella prima metà dell’Ottocento fu deportata a Londra ed esibita come un’attrazione da circo, violata in ogni modo, fisico e psicologico, persino dopo la morte, e le cui spoglie mortali sono state infine restituite dalla Francia al Sudafrica dopo una lunga battaglia legale solo nel 2002.

Sul fronte del cinema italiano i quattro i film in concorso erano Noi credevamo di Mario Martone, rilettura in chiave critica degli eventi che portarono all’Unità d’Italia, La passione di Carlo Mazzacurati, commedia surreale con Silvio Orlando protagonista, La pecora nera di Ascanio Celestini, che segna il suo esordio nel Cinema di finzione dopo il documentario Parole sante del 2007 e La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, tratto dal romanzo omonimo di Paolo Giordano.
Altro titolo interessante appena uscito sugli schermi è L’amore buio di Antonio Capuano, presentato nella sezione Giornate degli Autori, storia vera di un ragazzino che dopo aver partecipato a una violenza di gruppo denuncia il branco e dal carcere inizia una corrispondenza con la ragazza vittima dello stupro, fino al nascere di un reciproco sentimento d’amore.
Molte le proposte anche di documentari, un genere che negli ultimi anni ha riconquistato una maggiore visibilità grazie al buon successo dei film di Michael Moore. Molti i titoli interessanti firmati anche da grandi nomi, come L’ultimo gattopardo: ritratto di Goffredo Lombardo che Giuseppe Tornatore ha dedicato al grande produttore artefice del capolavoro di Luchino Visconti, o A letter to Elia di Martin Scorsese e Kent Jones che ripercorre la carriera e i film di Elia Kazan, o il ritratto della canzone napoletana che l’americano John Turturro ha realizzato con Passione.
Sono stati presentati anche Vittorio racconta Gassman – vita di un mattatore di Giancarlo Scarchilli, ritratto del grande attore italiano a dieci anni dalla scomparsa, Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra di Elisabetta Sgarbi, interessante indagine su cos’è la cultura e come sta in salute (il titolo viene da un modo di dire dei contadini emiliani) e Ma che storia di Gianfranco Pannone che con amara ironia ha ripercorso la storia dei 150 anni di Stato unitario italiano alla ricerca di cosa (non) tiene unito il paese.

La presenza al Lido del regista John Woo insignito del Leone d’Oro alla carriera è stata l’occasione per un’anteprima del suo ultimo film Reign of assassins. Di molti film presentati a Venezia 67 avremo modo di riparlare in maniera più approfondita in futuro. A seguire l’elenco dei premiati di questa edizione.
- LEONE D’ORO Somewhere di Sofia Coppola
- LEONE D’ARGENTO ALLA REGIA Alex de la Iglesia per Balada triste de trompeta
- PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA Essential killing di Jerzy Skolimowski
- LEONE D’ORO ALL’INSIEME DELLA SUA OPERA Monte Hellman
- COPPA VOLPI AL MIGLIOR ATTORE Vincent Gallo per Essential killing
- COPPA VOLPI ALLA MIGLIOR ATTRICE Ariane Labed per Attenberg
- PREMIO MASTROIANNI ATTORE EMERGENTE Mila Kunis per Black swan
- PREMIO LUIGI DE LAURENTIIS ALLA MIGLIOR OPERA PRIMA Cogunluk (Majority) di Seren Yüce
- OSELLA PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA Alex de la Iglesia per Balada triste de trompeta
- OSELLA AL MIGLIOR CONTRIBUTO TECNICO Mikhail Krichman per la fotografia di Silent souls
- LEONE D’ORO ALLA CARRIERA John Woo