54° Festival dei 2Mondi di Spoleto
di // pubblicato il 18 Giugno, 2011
Il 24 giugno con l'ironica e irriverente opera Amelia al Ballo di Gian Carlo Menotti (1911-2007), sarà inaugurato il 54° Festival dei 2Mondi di Spoleto. Sino al 10 luglio la cittadina umbra sarà animata dalla ricca offerta del festival, diretto da Giorgio Ferrara. Per il settore Arte saranno realizzate mostre a cura di Vittorio Sgarbi, oltre a quelle promosse dal Comune di Spoleto ideate da Gianluca Marziani.

Sorto nel 1958 proprio per volere del compositore Gian Carlo Menotti - cui è dedicata la presente edizione, ricorrendo il centenario della nascita - il Festival dei 2Mondi di Spoleto si caratterizza da subito come ponte tra le realtà artistiche dei due mondi della cultura occidentale, l’Europa e l’America. Frutto sempre dell’operato di Menotti, sono, infatti, anche l’americano Spoleto Festival Usa di Charleston (South Carolina) e l’australiano Melbourne Spoleto Festival, poi ribattezzato Melbourne International Arts Festival. Tra i tre festival vige tuttora un rapporto ‘fraterno’, essendo tutti figli dello stesso padre.
Distintosi come uno dei principali festival storici italiani, il Festival dei 2Mondi rende omaggio quest’anno, in sintonia con le attività nazionali, l’Italia e le grandi personalità che ne hanno fatto la storia; proprio l’Italia capricciosamente visualizzata dal Manifesto di Luigi Ontani per l’edizione 54.
Nilde Iotti verrà ricordata dallo spettacolo di Sergio Perroni Il tredicesimo punto, Nino Rota rivivrà nell’esecuzione del flautista Andrea Griminelli e Pier Paolo Pasolisini fornirà il materiale d’ispirazione al melologo di Claudio Santamaria. Con Mi chiedete di parlare… Monica Guerritore omaggerà Oriana Fallaci, alla cui figura è dedicato anche il convegno Oriana Fallaci: teatro, cinema e fiction la raccontano (2 luglio), promosso come la pièce dalla Fondazione Corriere della Sera.
Anna Gastel ci farà scoprire documenti inediti legati alla figura di Luchino Visconti, frutto di una selezione dall’archivio della famiglia.

Un ciclo di danze e conferenze dal titolo Un valzer con la storia ci trasporterà nella piana atmosfera dell’anniversario di ‘Mamma Italia’. A farci riflettere sulle problematiche del periodo risorgimentale ci penserà la coproduzione Teatro Stabile di Catania-Tunart con Cannibardo e la Sicilia. Nato da una rielaborazione drammaturgica dagli scritti di Andrea Camilleri, lo spettacolo, diretto da Giuseppe Dipasquale, s’incentra sulla figura di Garibaldi e la situazione della Sicilia post-unitaria.
Patria e Mito, testo di Renato Nicolini e regia di Ugo Gregoretti, indagherà il difficile e delicato rapporto tra questi due termini, incarnandoli in dramatis personae. Marco Baliani e Felice Cappa con Terra Promessa! Briganti e Migranti denunceranno, attraverso la figura di Carmine Crocco, la “disfatta civile” dei popoli meridionali, forzatamente battezzati sudditi di Vittorio Emanuele con il loro stesso sangue.
Con Leopardi in Italia di Corrado Augias e con Patrie Lettere di Ernesto Galli della Loggia, interpretato da Adriana Asti e Giorgio Ferrara, verrà fatta rivivere la letteratura nazionale e ‘patriottica’.

Per la sezione Musica saranno ospitate l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e la Varna International Chamber Orchestra. La sezione Cinema prevederà due rassegne: II Cinema e psicoanalisi e Senza Frontiere-Without Borders Film Festival.
La sezione Teatro aprirà con il ritorno di Luca Ronconi, impegnato per l’occasione nella regia di La modestia, dramma dell’argentino Rafael Spregelburg. Appartenente al ciclo di opere brevi ispirate a I sette peccati capitali di Hieronymus Bosch, lo spettacolo analizza uno dei presunti mali, secondo Spregelburg, dell’uomo moderno. Il cast dell’opera sarà composto da importanti nomi del teatro nazionale, quali Paolo Pierobon, Maria Paiato, Fausto Russo Alesi e Francesca Ciocchetti.
Ghigo De Chiara in Eleonora, ultima notte a Pittsburgh, creato per Anna Maria Guarnieri, diretta da Maurizio Scaparro, omaggerà la memoria della Duse, mentre Giorgio Barberio Corsetti ci regalerà una riattivazione del romanzo kafkiano Il castello.
Carlo Cecchi metterà in scena Prodotto, opera dell’inglese Mark Ravenhill, e il ‘reading-concerto’ di Massimo Popolizio e Javier Girotto celebrerà un ‘grande’ letterato del Novecento italiano, Italo Calvino.
L’Umbria, terra che ospita il festival, sarà dipinta dall’ardua performance di Filippo Timi: la rilettura in ‘volgare perugino’ del capolavoro shakespeariano Romeo e Giulietta.
Adriana Asti in Milano che non c’è più ci farà scoprire tratti nascosti della cultura milanese, realtà immensa e in continuo cambiamento. E la voga dilagante della riscoperta del genere burlesque arriva sino a Spoleto per l’esuberante performance del gruppo Cabaret New Burlesque diretto da Kitty Hartl.
Alla formazione saranno dedicati i laboratori teatrali diretti dall’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma, per l’ormai consueto Progetto Accademia, e dal Centro Universitario Teatrale di Perugia. Sempre in ambito formativo è previsto un incontro con Ludwig Flaszen, cofondatore con Jerzy Grotowski del Teatr Laboratorium di Wroclaw.
Lo humor di A piedi nudi nel parco di Neil Simon, regia di Stefano Alleva, allieterà il pubblico, come l’appuntamento dei Concerti di Mezzogirono, eseguiti dalla Scuola di Musica di Fiesole e dai Solisti di Perugia. Per i giovanissimi ci penserà l’Accademia Perduta/Romagna Teatri e con il ‘racconto’ dal sapore mitologico Il sole smarrito, oltre al concorso dedicato a bambini e ragazzi delle classi elementari e medie di Spoleto Il Festival siamo noi.

Per la sezione Danza la proposta di Alessandra Ferri ci offrirà due debutti in prima nazionale, con Aszure Barton & Artists e il Corella Ballet.
Il primo, collettivo di artisti differenti per provenienza e formazione con sede a New York e diretto dalla canadese Aszure Barton, in Busk, pezzo nato da un melange musicale composito, s’interrogherà sull’origine dell’autostima.
Fondato nel 2008 dalla star internazionale Angel Corella, il Corella Ballet Castilla y León, realtà tra le più acclamate e “vibranti” del panorama classico, presenterà una serata composita conclusa da DGV: Danse a Grand Vitesse di Christopher Wheeldon.
Inoltre vi sarà la testimonianza biografica del critico Alberto Testa messosi in gioco ne Il valore di una vita. Lo spettacolo, ideato dallo stesso Testa e interpretato dallo Spoleto Ballet, nuova compagnia formata da 10 giovani selezionati al Concorso Internazionale di Danza Città di Spoleto, ripercorrerà la vita dello studioso, dall’incontro con la Pavlova sino alle collaborazioni con Luchino Visconti per la scena del ballo de Il Gattopardo.

E poi, ancora per la sezione Musica, Anouk Aimèe ci introdurrà alla psicologia del femminile di Alberto Moravia come interprete della lettura curata da René de Ceccatty. Le condamné à mort di Jean Genet, prima opera letteraria del grande autore francese, verrà ricreata dal compositore e cantante Ethienne Daho, coadiuvato da Jeanne Moreau.
Il soprano americano Julia Migenes, già Carmen nel film di Francesco Rosi, canterà arie dal Candide e da West Side Story di Leonard Bernstein. Maria Tănase, voce folk della Romania, verrà fatta rivivere dal Balanescu Quartet e dai video di Klaus Obermaier in Maria T.
Il ricordo per le persone care non si esaurisce mai. Un’intera serata sarà dedicata a Ellen Stewart, recentemente scomparsa. Direttrice artistica del celebre Cafè La Mama di New York, cuore nevralgico dell’avanguardia teatrale, Ellen Stewart, personalità legatissima al Festival e alla stessa città di Spoleto, sua patria elettiva, sarà salutata con proiezioni video e intervento musicale di vari artisti.
Infine l’Orchestra e il Coro del Teatro San Carlo di Napoli, diretti da James Conlon attuale music director of Los Angeles Opera, chiuderanno il 54° Festival dei 2Mondi con un concerto in Piazza Duomo dal titolo Viva l’Italia! su repertorio interamente verdiano.