1931 Il Giardino Italiano in mostra

di Cinzia Colzi // pubblicato il 17 Febbraio, 2007

Un?autentica chicca le 54 fotografie dedicate alla mostra del Giardino Italiano del 1931 grazie a un moderno allestimento capace di illustrare tutte le caratteristiche di quell?evento e, per due mesi, fino al prossimo 21 dicembre, potrete visitarlo alla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron presso il Giardino Bardini (ingresso: via dei Bardi 1/r).

L?iniziativa, curata magistralmente da Marilena Tamassia, anticipa quella dedicata al Giardino Antico che aprirà alla Limonaia di Boboli nella prossima primavera, oggi, invece, negli ambienti del Giardino Bardini, rievoca la Mostra del Giardino Italiano ?inaugurata il 24 aprile 1931 nel Salone dei Dugento in Palazzo Vecchio di cui il comitato organizzatore era lo stesso delle due precedenti e fortunate manifestazioni (Ritratto italiano del 1911 e Pittura italiana del Seicento e Settecento del 1922): Ugo Ojetti, uno dei più brillante intellettuali italiani del tempo, insieme al Conte Gamba e a Nello Tarchiani (segretario). ?Fra l?altro Ugo Ometti collocava l?Italia e Firenze all?avanguarda negli studi sul giardino storico.

La mostra ?del 1931 raccontava la storia del giardino ?all?italiana? in 52 sale a partire dal giardino pompeiano e, attraverso il giardino trecentesco come lo descrive il Boccaccio, ricostruiva i giardini medicei, quelli papali fino ai giardini barocchi e a quelli neoclassici. Il percorso iniziava con una serie di plastici o ?teatrini? collocati nel Salone dei Cinquecento, che riproducevano le tipologie di diversi giardini regionali appartenenti a epoche diverse.
Il materiale presentato era articolato in sezioni dedicate al giardino nelle varie regioni italiane e comprendeva anche una sezione dedicata al ?giardino italiano fuori d?Italia?. Altre sezioni erano poi riservate all?esposizione di libri sul giardino italiano, sui fiori finti antichi e moderni, sugli orti botanici e le figurazioni scientifiche di piante e fiori e, infine, sui giochi e gli svaghi in villa.
L?antologia fotografica illustra alcuni singoli pezzi estrapolati dalle varie sezioni regionali e una serie di vetrine della mostra di fiori artificiali, nonché tre immagini relative alla collocazione dei modelli di giardini nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
L?attuale esposizione al Bardini seleziona le illustrazioni con il criterio di presentare immagini significative per quasi tutte le sezioni e consente di effettuare alcune opportune integrazioni alle illustrazioni del catalogo del 1931 (l?attuale è edito da Sillabe che a corredo della mostra troverete recensioni dell?epoca, che riproducono gli umori della critica e del pubblico) e vuole essere anche uno strumento da offrire ad appassionati e studiosi per accedere a materiale iconografico spesso sconosciuto e da esplorare, occasione inoltre per valorizzare un patrimonio documentario di grande rilevanza che aiuta a studiare una realtà, quella del giardino, purtroppo soggetta ad una troppo repentina e spesso dissennata metamorfosi.
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Sottolineo come quella del 1931, per il periodo, fu davvero un impresa capace di coinvolgere soprintendenti e direttori di tutti i musei italiani, funzionari degli archivi di Stato e delle biblioteche, docenti universitari organizzati in comitati regionali che dovevano rendere conto ed esplorare i giardini di tutta Italia.

In una lettera spedita a tutti i Commissari regionali, ossatura della mostra, Ojetti scriveva: ?Ella saprà come del programma della ventura Primavera Fiorentina, approvato pienamente da S.E. il Capo del Governo, sia parte precipua della Mostra del Giardino Italiano colla quale la Città di Firenze vuol riprendere la tradizione delle espressioni retrospettive del Ritratto Italiano? e della Pittura del Sei e Settecento, che ebbero universale successo.
La mostra del Giardino avrà luogo in Palazzo Vecchio, e consisterà in una raccolta ed esposizione di plastici, arazzi, dipinti, stampe, disegni che ricordi gli aspetti di giardini e parchi italiani scomparsi o comunque sostanzialmente modificati, oppure ? ed in questo caso sarà fatto anche largo uso di fotografie ? di antichi o vecchi giardini ancora esistenti.
S?intende che col giardino è compresa la villa e quanto,per maggiore varietà, si riferisca alla villeggiatura ed ai suoi svaghi, fino ai primi dell?ottocento. In questa mostra troveranno posto anche dipinti di piante e fiori, piante e fiori finti, e specialmente di cera ? che è stata una bella tradizione italiana ? libri manoscritti sul giardino e la floricoltura. Ma tutti questi oggetti dovranno avere, piu? che valore scientifico, carattere artistico o almeno di curiosità.?
(Lettera del 22 Novembre 1930 a firma del Podestà conte Giuseppe Della Gherardesca in ASCF, Comune di Firenze, Cerimonie, festeggiamenti, esposizioni, ?Mostra del Giardino Italiano?, Filza 5087 lettere AB).

(pubblicato Terra di Toscana ottobre 2006 e riportato sul blog in data odierna)

 

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