1861. I pittori del Risorgimento

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 07 Ottobre, 2010

In anticipo di qualche mese rispetto alle celebrazioni ufficiali, le Scuderie del Quirinale ospitano una mostra dedicata agli anni cruciali della storia d’Italia. 1861. I pittori del Risorgimento ripercorre infatti il delicatissimo periodo storico che va dalla guerra di Crimea al 20 settembre del 1870, giorno che segna, con l’entrata dei bersaglieri a Porta Pia, il termine del potere temporale del papa e l’annessione di Roma al Regno d’Italia.
L’esposizione, curata da Fernando Mazzocca e Carlo Sisi, è articolata in quaranta opere, molte delle quali vengono esposte per la prima volta, sia per le difficoltà materiali insite nel loro trasporto e nella loro collocazione in spazi adeguati (alcune tele hanno dimensioni davvero monumentali), sia per un certo pregiudizio che ha spesso accompagnato questo tipo di pittura storico-celebrativa, vista come eccessivamente magniloquente. In questo caso invece la retorica e la monotonia è evitata per l’alternarsi di opere di diverso registro: da una parte quelle che costituiscono la testimonianza visiva della battaglie che hanno segnato il difficile cammino dell’unificazione d’Italia, dall’altra quelle che documentano invece le reazioni del popolo in strada, delle donne, delle famiglie.

Il percorso si apre con un dipinto di Francesco Hayez, Gli abitanti di Parga che abbandonano la loro patria (1826-29), dedicato agli esuli della cittadina greca, costretti a lasciare la città dopo che gli inglesi nel 1819, l’avevano ceduta ai turchi. Il dipinto, pur trattando un tema estraneo alla storia italiana, venne considerato da molti artisti ed intellettuali del tempo come uno specchio degli eventi che caratterizzavano la penisola; lo stesso Giuseppe Mazzini individuò nella tela un vero e proprio manifesto di quella che sarebbe stata la pittura storica italiana della seconda metà dell’Ottocento. Seguono statue e tele di grande formato, tutte di spiccato realismo, che indagano i protagonisti e le vicende più importanti di quegli anni: Masaniello, ritratto da Andrea Puttinati mentre incita il popolo alla rivolta, la Battaglia di Varese di Federico Faruffini, I Bersaglieri alla presa di Porta Pia di Michele Cammarano.

Protagonisti indiscussi della mostra sono i cosiddetti pittori-soldato: si tratta di quegli artisti, accomunati dall’amore per la patria e dall’idea di battersi per l’unità della nazione, parteciparono attivamente alle battaglie del periodo. Tra questi sono molti coloro che, a Firenze, frequentano il Caffè Michelangiolo; tra gli altri Odoardo Borrani (suo uno dei dipinti più belli della mostra, quel 26 aprile 1859 che in una singola, delicata figura femminile riesce a rendere l’orgoglio per il tricolore) e Telemaco Signorini. Proprio quest’ultimo, ancora nel 1896 rievoca quegli anni: “Gli ardori bellici del ’59 non erano ancora sopiti e tutti noi, artisti fiorentini, fino a che ci restarono vivi i ricordi delle nostre campagne militari, si dipinsero scene di accampamento e di bivacchi, di scaramucce e di battaglie”. Anche Giovanni Fattori, pur non avendo mai direttamente preso parte ai moti insurrezionali della metà del secolo, ricorda in alcuni suoi scritti: “Furono tempi belli quelli del 1846-47 e 1848-49. Un solo pensiero, un solo desiderio ci univa. A vent’anni, tutto si amava e soprattutto la Patria, l’Italia”.
Ben dieci dei dipinti esposti sono opera di Gerolamo Induno, pittore milanese che nel 1855, lo stesso anno in cui partecipa all’Esposizione Universale di Parigi, decide di imbarcarsi al seguito di Vittorio Emanuele per la Crimea realizzando una serie di litografie celebrative della spedizione. Successivamente lo ritroveremo a fianco di Garibaldi, che ritrae nel 1860, al momento dell’imbarco a Genova, e nel 1863 mentre scende, ferito, dalle alture dell’Aspromonte. Sua è anche la Trasteverina uccisa da una bomba, del 1850, dipinto che rievoca la tragica conclusione dell’esperienza della Repubblica Romana ed il dramma di ogni guerra, che colpisce anche chi crede di trovare riparo nelle mura amiche della propria casa.

Come sempre alle Scuderie, grande attenzione è riservata alla didattica per i bambini e ragazzi: per loro il servizio educativo ha organizzato un vero e proprio Giro d’Italia, che offre l’occasione di approfondire la storia (ed i luoghi) del Risorgimento attraverso i dipinti in mostra. In programma inoltre, questa volta per tutti, anche una serie di incontri sulla società e la cultura del tempo, dal teatro alla letteratura, e la proiezione di pellicole dedicate allo stesso tema. A questo proposito, segnaliamo due grandi capolavori: Senso di Luchino Visconti e Nell’anno del Signore di Luigi Magni.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Odoardo Borrani
    Il 26 aprile 1859. 1861
    olio su tela
    Viareggio, Istituto Matteucci
  • Michele Cammarano
    La carica dei bersaglieri a Porta Pia. 1871
    olio su tela
    Napoli, Museo di Capodimonte.
    Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli
  • Gerolamo Induno
    La trasteverina uccisa da una bomba. 1850
    olio su tela
    Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna


IN COPERTINA
un particolare di
Giovanni Fattori
Soldati francesi del ’59. 1859
olio su tavola
Viareggio, Istituto Matteucci


Catalogo edito da Skira

Mappa

Dove e quando

  • Date : 06 Ottobre, 2010 - 17 Gennaio, 2011
  • Indirizzo: Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio 16, Roma
  • Sito web

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