15a Quadriennale d’Arte di Roma

di Marica Guccini // pubblicato il 25 Giugno, 2008

Lo scorso 19 giugno ha aperto le porte la Quadriennale d‘arte di Roma che, raggiunta la quindicesima edizione, torna a occupare la sua storica sede nel Palazzo delle Esposizioni, dove rimarrà fino al 14 settembre. Dal 1931, anno della prima edizione, la Quadriennale si offre come un appuntamento con l’arte contemporanea che effettua una panoramica sulle tendenze più significative delle arti figurative nella nostra Penisola, assumendo ogni volta un taglio particolare.

La commissione preposta all’impianto critico, composta da cinque tra importanti critici e storici dell’arte eterogenei per interesse e formazione professionale, ha quest’anno scelto di porre l’attenzione del percorso espositivo sugli artisti italiani, attivi nella penisola o fuori da essa, che abbiano formato la propria personalità artistica negli ultimi vent’anni. L’età degli artisti è compresa entro i quarantacinque anni, ma una grossa percentuale di loro sono under 35, un terzo dei quali è donna.

Intenzione più profonda dell’intera mostra è quella di “registrare le diverse declinazioni del nostro fare artistico negli ultimi due decenni”,oscillante tra un confronto con l’eredità del vicino Novecento, e la ricerca di nuovi spunti creativi.

Lo spazio temporale considerato è quindi quello compreso tra la fine degli anni Ottanta e i giorni nostri, conferendo attenzione particolare ad artisti emergenti o a metà carriera, che possano essere indicativi per “intuire” in anticipo le possibili nuove tendenze artistiche del futuro.

Per identificare poi alcune specificità di ricerche tipiche della situazione italiana rispetto al panorama internazionale, i curatori hanno deciso di tener conto e porre in luce le ricerche provenienti da particolari aggregazioni territoriali cresciute nel nostro paese all’interno di una condivisione di un certo tessuto culturale.

Sicuramente la scena artistica italiana, caratterizzata da artisti che “agiscono in solitario”, dove preminente è la personalità dell’autore e il suo modo di agire, capire e interpretare, pare difficilmente descrivibile attraverso categorie prefissate aprioristicamente. È difficile, se non impossibile, attribuire a questi artisti precise linee di appartenenza perché essi, dagli anni Novanta in poi, avvertono sempre di più il bisogno di rimanere fedeli alla propria identità personale.

99 sono gli artisti che espongono, con una sola opera recente, spesso realizzata appositamente o in loco, alla Quadriennale romana. Tante sono le tecniche e le tematiche affrontate, talora in convivenza stretta tra loro. Vediamone alcune.

Per quanto riguarda le tecniche si nota subito una netta e consistente presenza della componente video. Elevatissime sono le installazioni, in maggioranza a dimensione ambiente, che, mai come in questa edizione, affollano i padiglioni dell’esposizione. Noteremo poi come sia, rispetto al passato, meno presente la fotografia, e come permanga sempre un certo nucleo di artisti che continua a prediligere le tecniche tradizionali quali pittura, scultura, disegno uniti in un loro dialogo interno, che va a sostituire quello invece istituito con rimandi esterni (cinema, letteratura, musica).

Tra i principali campi d’indagine affrontati si rilevano alcuni nuclei: per prime le ricerche che rimandano all’attualità su tematiche ambientali, sugli armamenti, la sicurezza sul lavoro, il controllo della libertà personale. Molte opere indagano una dimensione più privata della vita, quella fatta di tematiche che toccano l’identità, la memoria, il decorso del tempo. Ampio spazio è dedicato allo studio dell’interazione tra l’individuo e lo spazio, dalla grande città ai piccoli ambienti chiusi, ponendo l’attenzione su quale sia il loro impatto sui nostri comportamenti. Infine non mancano alcuni scelti interventi che se interroghino sui meccanismi comunicativi e le dinamiche interrelazionali, oppure sulla genesi stessa dell’opera d’arte e sul suo processo creativo.

Da questa panoramica è facile vedere come il materiale sia eterogeneo, pertanto, l’allestimento curato da Lucio Turchetta, ha dovuto rispondere alla necessità di un’esposizione equilibrata di lavori diversi per dimensione, tecnica e intento, modellando il percorso che si snoda sui 3000 mq del Palazzo, proprio sulle necessità espositive delle singole opere.

Una giuria internazionale, composta da Nomi di grande importanza, si occuperà di assegnare i premi (per il primo premio 20.000 euro) di questa edizione. La scelta di questi giudici d’eccezione è avvenuta proprio per permettere ai giovani artisti italiani presenti in mostra, di poter essere conosciuti da tre personalità protagoniste per quanto riguarda la realtà espositiva europea.

A corollario dell’evento, la Commissione ha voluto riservare un omaggio a Luciano Fabro a un anno dalla scomparsa. A lui è dedicata l’apertura della mostra e alla sua scultura Autunno, mai esposta prima in Italia, è dato il compito di accogliere il visitatore. All’artista è infine dedicata anche l’apertura del catalogo, dove è pubblicato un suo intervento sull’etica artistica, per ricordare il suo linguaggio innovativo e l’importante eredità teorico-critica che il suo insegnamento ha lasciato.

www.quadriennalediroma.org

 

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